Il titolo “Anima mundi” si riferisce a qualcosa che, nato unito, è stato scisso dalla cultura, dalla filosofia, dalla religione. Nel concetto di “Anima del mondo” ogni realtà, anche apparentemente inanimata, contiene una presenza spirituale collegata col tutto. Se nella cultura occidentale la distinzione tra anima e corpo ha allontanato l’uomo dagli animali, dai vegetali e dai minerali, quella orientale ha prevalentemente mantenuto il legame. Per esempio nel XIII secolo il filosofo Dogen, nato in Giappone ma culturalmente formato in Cina, sosteneva che Buddha, ossia lo spirito divino, fosse nell’uomo, negli animali, nelle piante e anche nelle rocce e nei manufatti. Per lui l’obiettivo più importante era il superamento delle discontinuità. Se riuscissimo a far nostra anche una piccola parte di questo assunto, la qualità della nostra vita e il rapporto con le persone e con le cose con cui interagiamo diventerebbe prezioso, in particolare potremmo moderare il senso di solitudine che spesso ci opprime. L’influenza dei lavori manuali sulla psiche ne sono esempio. L’Anima del mondo è in noi e intorno a noi, riconoscerla motiva la nostra cultura, induce al rispetto reciproco e fa percepire l’appartenenza, arrivando così a migliorare la qualità della nostra vita. Prendiamoci cura di noi e dei nostri simili con delicatezza e attenzione, facendo leva sui nostri pregi e non demonizzando i nostri difetti, superiamo le disuguaglianze e le asperità, trattiamo la natura con rispetto, ricordando quanto le dobbiamo per la nostra sopravvivenza. Tappa obbligata è superare l’individualismo. Un passo naturale di apertura è l’innamoramento, infatti quando l’individuo si innamora apre la propria monade individuale consentendo l’entrata a un alter ego. Questo iter può procedere con l’ampliamento alla famiglia o verso la società. L’appartenenza a un gruppo dà a ciascuno dei partecipanti una forza ben superiore a quella individuale. Il processo di ampliamento, una volta avviato, dovrebbe procedere superando via via le limitazioni e i distinguo, solo così potremo avviarci verso la ricostruzione dell’anima del mondo. La proprietà privata, pur con i suoi vantaggi, costituisce una specie di retromarcia verso l’individuo, come la tendenza a separare, così comune nel mondo odierno. Per contro, nostro obiettivo è quello di trovare denominatori comuni a tutte le componenti e farne motivi unificanti. Potremmo partire con le cose, che sono spesso una specie di prolungamento di noi stessi. Pensiamo a una tazza preferita, un vestito evocativo, un oggetto d’uso che ci è caro, non hanno bisogno di noi, ma sono lì ad aspettarci ogni volta che lo vogliamo e rappresentano un legame. Rendendoci conto di ciò potremo apprezzare la purezza di questo rapporto e lasciare che il nostro animo se ne nutra. Seguirà l’apertura verso le forme viventi, a partire da vegetali e animali per approdare ai nostri simili. Un approccio aperto e amichevole spesso determinerà reazioni simili nel prossimo e la qualità della vita migliorerà per tutti. Io ho sempre pensato in questo modo, ma da quando inquadro il mio comportamento nella possibilità di ricucire ciò che la civiltà ha logorato, finalizzo il mio impegno e ne avverto l’efficacia. Anche sui confini individuali ci sarebbe da soffermarsi. Come per animali e piante non ha senso studiare il vivente avulso dal suo ambiente, così per l’uomo, specie se indaghiamo sul suo comportamento. Abbiamo bisogno di andare oltre i confini fisici ed ecco l’importanza degli studi psicologici e dell’approccio olistico della medicina energetica. La Natura suggerisce che siamo un tutt’uno, ma noi ce ne dimentichiamo. Ecco perché ho concentrato l’attenzione su messaggi naturali universali come la comune struttura atomica di ogni cosa naturale o sintetica, la meraviglia dei fiori, la lettura del cielo stellato e la magia di alimenti particolari (nutrimento del corpo) e gli stimoli provenienti dall’arte (nutrimento per l’anima). Gli uomini nascono come una favola meravigliosa, interconnessi tra loro, con il pianeta, e con l’Universo. Un esempio? La Catena Trofica dove energia e materia circolano dentro un sistema chiuso, senza perdite verso l'esterno. Coinvolge tutti i regni (minerale, vegetale, animale e batteri) e li connette con il Sole.
I Produttori primari, organismi autotrofi come piante, alghe e cianobatteri, utilizzano energia solare (fotosintesi) o energia chimica (chemiosintesi) per convertire molecole inorganiche in materia organica.
I Consumatori vivono grazie alla materia organica che solo i Produttori possono generare: gli erbivori si nutrono dei produttori primari, i carnivori e gli onnivori si nutrono degli erbivori o di altri carnivori.
I Decompositori (Funghi, Batteri e altri organismi) scompongono la materia organica morta in molecole inorganiche come azoto, fosforo e carbonio, rendendole di nuovo disponibili per i Produttori primari. Le sostanze nutritive vengono riciclate costantemente all'interno del sistema, passando da una forma organica a una inorganica e viceversa e danno così origine al miracolo della vita.
STRUTTURA DEL CORSO DI QUEST'ANNO 2025/2026 Il nostro corso è così composto:
I passo (struttura della materia) Elementi chimici. I metalli, Rame, Piombo, Ferro, Uranio. Le terre rare.
II passo (elaborati della Natura o dell’Uomo) La Cellula eucariote.
Il Fiore. Manufatti di qualsiasi origine. Laboratorio sui fiori.
III passo (il Progresso e la Sopravvivenza) Esposizioni universali. Manufatti umani edibili. Latte materno, vino, pane… Nel 2024 ho dedicato un intero corso ai Cibi dal mondo. Rimando a questo blog.
IV passo (Manifestazioni della Natura e la Cultura dell’Umanità) Il nostro cielo. Kami (mari, monti, fiumi, laghi). Paesaggi iconici (montagna, mare, laghi). Architettura iconica (città d’arte o esotiche emblematiche). Personaggi iconici (poeti, pittori, scultori, musicisti, artisti in generale).
V passo (a teatro) Testo riassuntivo delle 4 lezioni con immagini.
I passo (struttura della materia) Elementi chimici
La Tavola Periodica degli elementi: primo grande palinsesto della realtà. È alla base di tutto. La tavola periodica degli elementi è lo schema con cui sono ordinati un centinaio di elementi chimici sulla base del numero atomico crescente Z scritto in alto a sinistra. La tavola è una magica sintesi del reale, ideata dal chimico russo Dmitrij Ivanovič Mendeleev nel 1869. C’è corrispondenza biunivoca tra i nomi degli elementi e il loro numero atomico Z. Si va dagli elementi più leggeri come H con Z=1 e He con Z=2, a elementi pesanti come l’Uranio (U) con Z=92 e ad altri fino a Z=114. I numeri crescenti seguono la reale complessità degli atomi di cui è formato l’universo. H e He sono all’origine dell’universo e a essi han fatto seguito elementi come O, Si, Al, Fe, Ca, Na, K, Mg i più abbondanti nella litosfera e tutti quelli legati al mondo organico come N, P, S oltre agli elementi base C, H, O.
I METALLI sono il 75% degli elementi, generalmente solidi, hanno aspetto lucido, alta densità, alti punti di fusione, forte conduttività elettrica e di calore, sono sonori, duttili e malleabili, molto reattivi, si ossidano, tendono a perdere elettroni. I metalli hanno segnato le tappe evolutive dell’uomo con l’ età del rame, del bronzo (rame con stagno), del ferro, seguite all'età della pietra (paleolitico, mesolitico e neolitico). L'età del ferro termina poi nel bacino del Mediterraneo con l'inizio della storia (ellenismo, impero romano), in India col sorgere del buddismo, in Cina col confucianesimo. Anche le “recenti” terre rare (sigla REM = rare earth metals) sono un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica, precisamente scandio, ittrio e lantanidi con numeri atomici da 57 a 71, tutti metalli. Le terre rare sono utilizzate nei superconduttori per abbassare la resistenza elettrica, in componenti di veicoli ibridi, applicazioni laser, fibre ottiche, inoltre gli ossidi delle terre rare mescolati al tungsteno ne migliorano le proprietà di saldatura, rimpiazzando il torio più pericoloso da lavorare.
II passo (Elaborati della Natura e dell’Uomo) La Cellula. Il Fiore. Manufatti.
La cellula eucariote.
Nella prima lezione abbiamo visto i mattoni che costituiscono il mondo reale, qui vedremo la prima città. La cellula eucariote è una metropoli organizzata che l’evoluzione ha mantenuto per miliardi di anni a venire. E’ una Venezia, attorniata da mura nelle cellule vegetali che hanno parete, senza mura nelle cellule animali delimitate da sola membrana. Il tessuto urbano è distribuito sull’acqua, disseminato di strutture di cui una, il nucleo, è la più importante, una vera e propria banca centrale che contiene tutti i dati del passato, del presente e del futuro. Tessuto urbano è il citoplasma con organelli, a funzione energetica (mitocondri), a funzione produttiva (ribosomi per la sintesi proteica), e una banca per il mantenimento dell’identità (nucleo con DNA). Solo nella cellula vegetale troviamo i famosi cloroplasti, senza essi non si sarebbe mai avviato il ciclo della vita sulla terra.
La cellula è l’unità di base di cui sono costituiti gli organismi viventi. Dai più semplici, monocellulari, ai più complessi, pluricellulari, siamo tutti composti da un insieme di cellule. Le cellule non sono tutte uguali, svolgono funzioni diverse e presentano caratteristiche specifiche in base al loro “mestiere”, ma la struttura e il metabolismo cellulare sono comuni a tutte. Un insieme di cellule che svolge la stessa funzione costituisce un tessuto, un insieme di tessuti compone un organo e gli organi fanno funzionare come un meccanismo (quasi) perfetto l’organismo vivente. Così sono strutturati gli organismi appartenenti al Dominio Eucarioti (Animali, Piante, Funghi) che rappresentano un passo evolutivo successivo rispetto al progetto base , quello degli organismi Procarioti (Batteri). I Batteri sono individui unicellulari caratterizzati da cellule più piccole e più semplici con i cromosomi sparsi nel citoplasma e prive di nucleo. La cellula procariotica è l’individuo completo, prima forma di vita apparsa sulla Terra 3 miliardi di anni fa. La teoria endosimbiontica ormai ampiamente accettata, spiega poi il passaggio alla più complessa e grande cellula eucariote. Ci sarebbe stata simbiosi tra cellule procariote con graduale trasformazione di alcune di esse in organelli cellulari come mitocondri e cloroplasti che inglobati in cellule procariote più grandi avrebbero conferito loro nuove abilità respiratorie e di fotosintesi. I reciproci vantaggi avrebbero generato un nuovo tipo di cellula, eucariote, vincente in termini evolutivi. Alla domanda sulla solitudine potremmo quindi rispondere con la teoria endosimbiontica: anche una singola delle nostre cellule è un condominio di più individui che riescono a vivere in armonia e si aiutano da miliardi di anni.
Sempre a proposito di convivenza non dimentichiamo il nostro microbiota: nell’ apparato digerente ospitiamo mediamente due chili di batteri che aiutano le nostre funzioni digestive. Sappiamo bene che dopo una terapia antibiotica che distrugge in modo non selettivo i batteri, anche quelli assolutamente benefici delle nostre mucose, è bene riequilibrare la flora con probiotici come fermenti lattici e con prebiotici, fibre alimentari contenute negli alimenti. È un bell’esempio del fatto che gli equilibri che la natura ci dona vanno ripristinati con cura quando per motivi vari attentiamo a essi.
Ritorniamo ora alla Catena trofica, il ciclo della vita, emblema dell’appartenenza.
Da acqua e sali, a sostanze organiche come zuccheri prodotti nei cloroplasti della cellula vegetale, agli erbivori che si nutrono di vegetali, ai carnivori che si nutrono di erbivori, a funghi e batteri che decompongono i resti di vegetali e animali restituendo al terreno i sali e gli elementi di partenza. Molto spesso per esempio inquinando anche inconsciamente, mettiamo in discussione equilibri sacri come quelli che stanno alla base del ciclo della vita.
IL FIORE
Stiamo per affrontare il fiore, un organo delle piante superiori associato a una funzione fondamentale. Per meglio comprendere inquadriamolo tra le funzioni dei viventi.
FUNZIONE ORGANI o APPARATI in ANIMALI ORGANI o APPARATI in PIANTE SUPERIORI
Nascere cellule uovo fecondate semi
Crescere apparato digerente/respiratorio/escretore radici/fusto/foglie
Moltiplicarsi apparato riproduttore fiore/frutto
Se noi andiamo al supermercato, cerchiamo di comprare cibi equilibrati tra proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, vitamine e acqua; le piante esposte a luce e aria, nei loro laboratori verdi, usufruendo solo di acqua e sali costruiscono tutti i nutrienti.
Carta vincente del mondo vegetale, traguardo dell’evoluzione, è il fiore, come sappiamo è il segreto delle piante per affrontare l’eternità.
Esaminiamo la morfologia del fiore cioè come è fatto.
Le foglie su un ramo si possono disporre alterne, opposte o verticillate.
Da un modello di ramo a foglie verticillate (con 4 verticilli), parte il fiore.
Il primo verticillo rimane sostanzialmente tal quale, fatto di foglioline quasi sempre verdi, e darà origine al calice.
II secondo verticillo è colorato per attrarre gli insetti pronubi e dà origine alla corolla.
Il terzo verticillo si trasforma in più filamenti, stami, portanti il materiale maschile.
Nel quarto e ultimo verticillo, l’apice del rametto, le foglioline verticillate si legano tra loro a costituire il fulcro di tutto l’organo, il pistillo con funzione di ovario, la sede chiusa delle cellule uovo, cioè la parte riproduttiva femminile. E’ questa la parte che si potrà trasformare in frutto e dare i semi per la prosecuzione della specie.
Il fiore è quindi ermafrodita, teoricamente autosufficiente, ma la specie con l’autofecondazione si indebolirebbe, è sufficiente un piccolo sfasamento tra i periodi di maturazione delle cellule riproduttive per rendere necessari gli incroci. Le cellule uovo verranno raggiunte dai granelli di polline di stami provenienti da altre piante della stessa specie e si trasformeranno in semi. Non tutti i fiori diventeranno frutti con semi, ma sicuramente in numero sufficiente per il mantenimento della specie.
Per parlare di fiori, frutti, erbe officinali ora abbiamo bisogno di lessico.
Principali tipi di corolla. La corolla di un fiore può presentarsi sotto due forme: corolla dialipetala e corolla gamopetala o simpetala. La corolla dialipetala è formata da petali liberi, mentre la corolla gamopetala è costituita da petali più o meno saldati. Inoltre, in base alla disposizione dei petali, la corolla può essere a simmetria raggiata o a simmetria bilaterale.
La corolla raggiata è simmetrica da ogni parte e può assumere diverse forme:
- Rosacea: Corolla composta da cinque petali ad unghia breve (A);
- Crociata o crocifera: Corolla composta da quattro petali opposti due a due (B);
-Cariofillacea: Corolla di cinque petali ad unghia sviluppata all’interno del calice (C);
- Tubulosa: Corolla di forma tubolare (D);
- Campanulata: Corolla a forma di campana (E);
- Imbutiforme: Corolla a forma di imbuto (F);
- Ipocrateriforme: Corolla tubolare che si apre superiormente a forma di cratere (G);
- Urceolata: Corolla semicilindrica, a forma di orcio (H);
- Rotata: Corolla con forma simile a una ruota e con beve tubo (I);
- Stellata: Corolla che presenta profonde divisioni del lembo, a forma di stella (L)
La corolla a simmetria bilaterale può assumere diverse forme:
- Labiata: Corolla con tre petali saldati e due liberi a formare due labbra (A);
- Personata: Corolla simile alla labiata, con rigonfiamento che chiude la fauce del tubo (B);
- Speronata: Corolla con labbro inferiore prolungato alla base a formare uno sperone (C);
- Digitata: Corolla con cinque petali saldati a contorno ondulato, simile ad un ditale (D);
- Papilionata: Corolla a cinque petali: uno più grande a lembo espanso (vessillo), due simmetrici laterali (ali) e due simmetrici inferiori (carena) (E)
-Ligulata: Corolla formata da lunghe linguette laterali a disposizione stellare (F).
Manufatti Gli artigiani
Veniamo ora a un aspetto per nulla tecnico. Non so se succede anche a voi, ma spesso mi sento profondamente attratta da manufatti di origine vegetale come legno e ambra, di origine animale come conchiglie, perle o corallo, di origine minerale come vetro e gemme e mi piace pensare alla loro storia. Utilizzare questi oggetti mi fa sentire parte di qualcosa di antico e di più grande e colgo il privilegio della condivisione. Ne ho anche fatto argomento di corsi di Briciole di Scienza, ma solo ultimamente so che questo sentimento ha a che fare con l’anima del mondo.
Se il manufatto porta anche il segno di chi lo ha pensato, forgiato o definito, ecco che la storia si arricchisce e l’incontro con l’artigiano può diventare un evento importante. Per arrivare a queste considerazioni mi hanno aiutato comportamenti tipici delle culture orientali, dove da parecchio tempo è stato istituita la figura di Patrimonio Naturale Vivente per artigiani eccellenti.
Il filosofo giapponese Dogen (XIII sec) afferma che ogni evento, per esempio la preparazione di un cibo, racchiude in sé l’universo e che anche i mattoni con cui è fatto un muretto sono da guardare con riconoscenza e rispetto. Così sono arrivata a vedere diversamente anche le cose in plastica o in materiale sintetico. La plastica riassume in sé un iter assai lungo partito dai primi manufatti in pietra del paleolitico e spesso dimentichiamo i pregi di leggerezza, infrangibilità, impermeabilità, costo limitato. Anche se ovviamente non dimentico gli aspetti negativi soprattutto legati all’inquinamento, mi sento grata anche ai materiali sintetici e ai loro magnifici colori.
III passo (il Progresso e la Sopravvivenza) Esposizioni universali. Unesco. Il latte materno. Manufatti edibili.Vino. Pane. Supercibi.
Pur avendo innegabili denominatori comuni, il mantenimento delle diversità delle varie culture ebbe per secoli il sopravvento sulla divulgazione. Poi i grandi viaggiatori e i commerci invertirono la rotta fino alle prime Esposizioni Universali a Londra, Parigi e Vienna, eventi cardine nella storia a riflettere il progresso, l'innovazione e le ambizioni delle principali potenze dell’epoca.
Londra 1851 (The Great Exhibition of the Works of Industry of All Nations) Tema: La prima Esposizione Universale, tenuta a Londra dal 1º maggio al 15 ottobre 1851, fu la prima esposizione mondiale della storia; di fatto segnò l’inizio di una serie di Expo mirate a celebrare progressi della Rivoluzione Industriale e la globalizzazione. Luogo: Ospitata al Crystal Palace, una struttura realizzata in vetro e ferro, costruita per l’evento. Importanza: Promossa dal principe Alberto, consorte della regina Vittoria, l'esposizione celebrava le innovazioni dell'era industriale, con oltre 100.000 oggetti provenienti da tutto il mondo. Attrasse circa sei milioni di visitatori e segnò l’inizio di un’era di competizione tra le nazioni per mostrare le proprie eccellenze tecnologiche e culturali.
Parigi 1855 (Exposition Universelle de Paris) Tema: La Francia organizzò la sua prima Esposizione Universale dal 15 maggio al 15 novembre 1855, voluta da Napoleone III per mostrare la supremazia francese nelle arti e dell’industria. Luogo: Situata al Palais de l’Industrie, una struttura costruita sugli Champs-Élysées, ospitò più di 20.000 espositori da 29 paesi. Importanza: Una delle principali novità fu la sezione dedicata alle arti decorative e belle arti, una prima assoluta per le esposizioni universali, che includeva opere di artisti come Ingres e Delacroix.
Vienna 1873 Esposizione Mondiale di Vienna Tema: Inaugurata il 1º maggio 1873 e chiusa anticipatamente il 2 novembre, fu la prima in Austria. Luogo e Importanza: Situata nel Prater, il grande parco cittadino, e voluta dall'imperatore Francesco Giuseppe I, la mostra mise in evidenza il dinamismo e la cultura austriaca, ospitando 53.000 espositori. La mostra fu però, funestata da un'epidemia di colera e dal "Crac della Borsa di Vienna”.
Altre Expo Universali famose:
Parigi 1889 - Exposition Universelle Tema: Commemorare il centenario della Rivoluzione Francese Luogo: Torre Eiffel, simbolo di modernità e progresso, costruita per l’occasione. Importanza: La Torre Eiffel, simbolo di Parigi, fu costruita come attrazione temporanea, ma divenne una struttura permanente e una delle icone più riconosciute al mondo.
Chicago 1893 - World's Columbian Exposition Tema: Celebrare il 400º anniversario della scoperta dell’America Luogo: Chicago, Illinois Importanza: Introduzione dell’elettricità su larga scala; creò la "White City", un’area di edifici neoclassici illuminati, che fu considerata simbolo di progresso e portò all'urbanizzazione moderna.
Parigi 1900 - Exposition Universelle Tema: Celebrazione dei nuovi secoli e delle innovazioni del 20º secolo Luogo: Parigi, Francia Importanza: Una delle più grandi mostre mai tenute; celebrazione di nuovi mezzi di trasporto come auto e aerei, ascensori, ed elettrodomestici.
New York 1939 - World’s Fair Tema: "Il mondo di domani” Luogo: New York, Flushing Meadows Importanza: Celebrazione delle innovazioni tecnologiche per un futuro migliore; introduzione di prodotti di massa come il televisore, elettrodomestici e prodotti industriali di design.
Bruxelles 1958 - Expo 58 Tema: "Progresso e Umanità” Luogo: Bruxelles, Belgio Importanza: Primo evento del genere dopo la Seconda Guerra Mondiale; creazione dell'Atomium, simbolo delle aspirazioni pacifiche del dopoguerra e della scienza.
Osaka 1970 - Expo ’70 Tema: "Progresso e armonia per l’umanità” Luogo: Osaka, Giappone Importanza: Prima Expo mondiale in Asia; tema dell'unità umana attraverso la tecnologia e la scienza, esposizioni di automazione e robotica.
Hannover 2000 - Expo 2000 Tema: "L’Uomo - Natura - Tecnologia” Luogo: Hannover, Germania Importanza: Promozione della sostenibilità e delle soluzioni ambientali in relazione alla tecnologia.
Milano 2015 - Expo Milano Tema: "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” Luogo: Milano, Italia Importanza: Focus su alimentazione, sostenibilità e agricoltura. Attirò milioni di visitatori e creò vasto interesse per l’economia circolare e l’innovazione alimentare.
Dubai 2020 - Expo 2020 Tema: "Connecting Minds, Creating the Future” Luogo: Dubai, Emirati Arabi Uniti Importanza: Prima Expo in Medio Oriente, con attenzione alla connettività e alla sostenibilità.
Le esposizioni universali continuano a svolgere un ruolo importante nel promuovere l'innovazione, la cultura, la cooperazione internazionale e lo sviluppo sostenibile. Esse sono eventi globali per affrontare sfide comuni, mostrare innovazioni tecnologiche, promuovere la cooperazione internazionale e affrontare sfide globali. Oggi la questione identitaria è svolta dall’Unesco. L’Unesco, acronimo di United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura), è un'agenzia delle Nazioni Unite creata nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale. Le Nazioni Unite sono quasi 200, praticamente tutti i paesi sono rappresentati. Ha sede a Parigi, svolge un ruolo fondamentale nel promuovere la pace e lo sviluppo sostenibile attraverso la cooperazione internazionale nei settori dell'istruzione, della scienza, della cultura e della comunicazione. Tra i suoi obiettivi c’è anche l’individuazione di Patrimoni Culturali Immateriali. Il Patrimonio Culturale Immateriale non ha corrispondenze oggettive: non si tratta quindi di un manufatto specifico o di una cosa tangibile, si tratta di tradizioni vive trasmesse come espressioni orali, incluso il linguaggio, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura, artigianato tradizionale. Sono azioni umane distintive di un luogo e di una cultura. L’Unesco per questo nel 2003 ha adottato la Convenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Le tradizioni culinarie sono state inserite tra i beni immateriali dell'umanità. Nessun argomento è unificante quanto i cibi e le bevande perché costituiscono il carburante della macchina Uomo. Da buoni carburanti possono trasformarsi in veleni e questo a prescindere da razza o condizione sociale di appartenenza.
Ho scelto alcuni esempi emblematici.
LATTE MATERNO Il latte è per tutti i neonati del mondo il primo nutrimento completo. Solo i mammiferi, apice dell’evoluzione, lo prevedono. E’ un’assicurazione che la natura ha pensato perché i nuovi nati, che garantiscono la prosecuzione della specie, sopravvivano. Un altro segno dell’importanza e preziosità della continuità. Proprio come il fiore delle Angiosperme, apice evolutivo del Regno Vegetale, fa col suo ovario chiuso che raccoglie ovuli e poi semi. Composizione media del latte materno:
proteine, nonostante siano presenti in basso contenuto, contiene caseina (20%) e sieroproteine. Queste ultime comprendono molecole anti-infettive in grado di proteggere l’intestino neonatale.
lipidi, il latte materno è ricco di acidi grassi insaturi e di acidi grassi essenziali, in particolare l'acido linoleico che non può essere prodotto dall’organismo stesso. Essi non solo lo rendono facilmente digeribile ma svolgono anche importanti funzioni come la nutrizione delle strutture cerebrali, il trofismo cutaneo e la maturazione del sistema immunitario.
glucidi, l’elevata quantità di lattosio, favorendo lo sviluppo della flora batterica intestinale del neonato, impedisce la crescita di enterobatteri patogeni e di germi anaerobi. Inoltre, l’adeguata quantità di galattosio risulta favorevole allo sviluppo del Sistema Nervoso Centrale. Infine, l’assenza di saccarosio riduce il rischio di obesità.
oligosaccaridi, a differenza delle altre specie, il latte umano presenta una varietà eccezionale di oligosaccaridi, più di duecento. Alcuni di essi sono prebiotici cioè nutrono la flora intestinale.
sali minerali, il ridotto carico di ioni del latte materno presenta dei vantaggi per il rene del neonato, ancora immaturo dal punto di vista funzionale. L’elevato rapporto tra calcio e fosforo (Ca/P) permette di assorbire in modo ottimale il calcio;
oligoelementi, il latte umano contiene il ferro, facilmente assorbibile;
vitamine, a seconda del tipo di alimentazione materna, la quantità di vitamine presenti nel latte umano muta, soddisfacendo generalmente i fabbisogni del neonato. Il latte materno è il carburante completo perché contiene cellule staminali e immunitarie, ormoni, fattori di crescita, e altri elementi fondamentali per lo sviluppo del neonato.
Il VINO ha origini antichissime, è apparso cinque millenni prima di Cristo nella Mezzaluna Fertile dove Vitis vinifera cresceva spontanea. La bevanda poteva vantare, rispetto alla birra già nota, una più ampia palette di colori e di profumi. Presto apprezzata da egizi, ebrei, greci (che gli dedicarono anche una divinità specifica, Dioniso), Gesù gli dedicò un miracolo, i romani e poi la chiesa la traghettarono al medioevo difendendola dai barbari. Il vino è una bevanda alcolica (10°-15°) ottenuta attraverso il processo di fermentazione degli zuccheri (prevalentemente fruttosio) presenti nell’uva. Il processo di produzione del vino inizia con la raccolta delle uve mature. Le uve possono essere pigiate per ottenere il mosto dai chicchi e dalla buccia. Il mosto viene posto in contenitori, spesso serbatoi di acciaio inox o botti di legno, per iniziare il processo di fermentazione. Durante la fermentazione i lieviti (Saccaromiceti), presenti naturalmente nella buccia o aggiunti, trasformano gli zuccheri del mosto in alcol etilico e anidride carbonica. Dopo la fermentazione, il vino può essere lasciato a maturare e invecchiare in botti di legno o serbatoi di acciaio. Questo processo contribuisce a sviluppare il sapore, l'aroma e la complessità del vino, il quale può essere sottoposto a processi di filtrazione per rimuovere eventuali particelle in sospensione. Alcuni vini possono richiedere stabilizzazione per evitare sedimenti o formazioni cristalline indesiderate. I vini vengono imbottigliati e sigillati per la conservazione e alcuni possono continuare a invecchiare in bottiglia, sviluppando ulteriormente complessità.
DA FARINA, ACQUA E SALE, CON O SENZA LIEVITO: I PANI SENZA CONDIMENTI
La farina, l'acqua e il sale sono gli ingredienti di base per la preparazione del pane in molte culture in tutto il mondo. La combinazione di questi tre ingredienti può variare leggermente a seconda delle tradizioni e delle ricette locali, ma sono la base per la maggior parte dei tipi di pane. Una differenza importante: grano o frumento duro (Triticum durum) utilizzato principalmente nella produzione di pasta e couscous, grano o frumento tenero (Triticum aestivum) utilizzato per la produzione di pane e altri prodotti da forno. Il termine grano comprende anche il frumento, ma si riferisce comunque a cereali. In alcuni dei pani che descriveremo il segreto risiede proprio nella presenza di grano duro.
Baguette e Ciabatta: La baguette è uno dei tipi di pane più iconici della Francia. La baguette diventa patrimonio dell'umanità il 30 novembre 2022. Preparato con frumento, acqua, lievito e sale, ha una crosta croccante e un interno morbido e alveolato. Ciabatta è l’equivalente italiano.
Naan: Il naan è un tipo di pane piatto preparato in India. È fatto con frumento, acqua, lievito e sale, e spesso arricchito con yogurt o latte, viene cotto in un forno tandoor e servito caldo. È molto versatile, pragmatico come lo spirito indiano che non ne ha mai rivendicato il patrocinio.La sua etnicità discreta non ha generato conflitti, proprio come il suo modo di mangiarlo, con le mani.
Pita: La pita è un pane piatto originario del Medio Oriente e consumato in Grecia e in tutto il mondo. È preparato con farina di frumento, acqua, lievito e sale. Ha una consistenza morbida e si gonfia durante la cottura, formando una tasca d'aria che può essere riempita con varie farciture.
Il pane carasau, noto anche come carta da musica, è un tipo di pane tradizionale sardo. Questo pane sottile e croccante, alimento iconico della cucina sarda, è fatto con farina di frumento, acqua, lievito e sale. L'impasto viene laminato finemente e cotto rapidamente in un forno a legna molto caldo fino a diventare sottile e croccante. È spesso spezzettato e utilizzato come base per antipasti, insalate e piatti a base di carne o pesce. Può anche essere inzuppato in brodo o zuppe per ammorbidirlo leggermente prima di essere consumato. Ha una lunga durata e può essere conservato per diversi mesi se mantenuto in un luogo fresco e asciutto. Tradizionalmente, veniva preparato durante la stagione della mietitura e conservato per essere consumato durante i mesi invernali.
Il Khobz è un tipo di pane tondo e piatto originario del Marocco, fatto con farina di semola di grano duro, acqua, lievito e sale, spesso utilizzato come accompagnamento a piatti come il tajine.
Il pane azzimo è un tipo di pane piatto senza lievito, tradizionalmente consumato durante la festività ebraica della Pasqua, che celebra l'esodo degli Israeliti dall'Egitto e la liberazione dalla schiavitù (XIII a C). Durante la festa l'ebraismo prescrive di non consumare prodotti lievitati per commemorare la fuga veloce dall'Egitto, che non diede il tempo al pane di lievitare. È diventato popolare in molte altre culture e viene consumato come alternativa ai pani lievitati per motivi religiosi o dietetici. Oltre al suo significato religioso, è apprezzato anche per la sua semplicità e versatilità in cucina. La farina utilizzata può variare, ma la più frequente è la farina di frumento. L’impasto è fatto fino a ottenere una consistenza uniforme e liscia, quindi steso sottilmente e cotto su una superficie calda o in un forno fino a diventare croccante. Poiché non c'è lievito, il pane non si gonfia risultando così un pane piatto e sottile simile a un cracker. Ha un sapore neutro che si sposa bene con una varietà di condimenti, come formaggi, carni, salse o verdure.
La Injera è un tipo di pane piatto e spugnoso originario dell'Etiopia e dell'Eritrea. È un alimento di base nella cucina etiope ed eritrea e viene spesso consumato con vari piatti, tra cui stufati, salse e verdure. La injera è fatta principalmente con farina di teff, l’Eragrostis tef, che è un cereale endemico senza glutine comune in Africa orientale. Acqua e farina fermentano per 24/48 h, poi la pastella viene cotta su una grande padella piatta chiamata "mitad". La injera viene usata anche come piatto e come utensile per raccogliere e mangiare altri cibi, oppure spezzata e mescolata ad altri ingredienti. È un elemento centrale della cucina e della cultura etiope ed eritrea che vantano ascendenze illustri come quella di Salomone e della regina di Saba.
Il lavash è la focaccia tipica del Caucaso meridionale e dell'Asia occidentale. Si legge dal sito Unesco che "la preparazione, il significato e l'aspetto del pane tradizionale come espressione della cultura in Armenia vanno preservati per le generazioni che verranno”. Tecnicamente questa pietanza vanta due inserimenti tra i patrimoni immateriali: uno per il suo ruolo nella cucina armena, l'altro come parte della cultura della focaccia in Azerbaigian, Iran, Kazakistan, Kirghizistan e Turchia. Si tratta di pane azzimo, un impasto di farina di grano tenero e acqua. La sua preparazione, soprattutto in Armenia, è affidata alle donne e richiede un lavoro fatto di fatica, esperienza e coordinazione. Viene impastato come una polpetta che è poi arrotolata in strati sottili e stesa su uno speciale cuscino ovale. Questo viene sbattuto con forza contro una parete del forno conico d'argilla tipico del Caucaso. Si passa poi alla cottura, che dura circa un minuto. Ha una consistenza morbida e flessibile. Il lavash viene comunemente servito arrotolato intorno a formaggi, verdure e carni. Il “superpotere” di questo piatto è che, una volta cotto, può essere conservato anche sei mesi.Massima espressione nei matrimoni: viene posto sulle spalle degli sposi a simboleggiare fertilità e prosperità.
Ci spostiamo nella profonda Africa, precisamente in Malawi, dove lo nsima è sia un rituale sacro, sia un piatto singolo. Per nsima si intende infatti un impasto fatto con farina di mais, raffreddato fino a quando non può essere assemblato in spicchi solidi da mangiare con le mani. Lo nsima viene servito con tutto: zuppe, stufati, pesce, carne, verdure cotte. Inoltre per nsima si intende anche tutta la tradizione culinaria del Malawi, tanto è importante nella dieta del sudest dell’Africa. L’Unesco ha premiato questa cultura, grazie al processo di preparazione del piatto che richiede abilità molto specifiche. Secondo l'organizzazione “le comunità salvaguardano l'elemento attraverso la pratica continua, le pubblicazioni, i festival e le attività di rivitalizzazione del piatto. La conoscenza viene trasmessa sia in modo informale sia attraverso l'istruzione sul posto di lavoro”.
Supercibi. Abbiamo “fame” di supercibi e superbevande, panacee miracolose in cui credere, tanto che la Commissione Europea di Sicurezza Alimentare dal 2007 ha vietato l’uso del termine “Superfood” per promuovere un cibo. Ma sul Web…
Acqua minerale e possibilità di influire sul nostro pH attraverso l’acqua che beviamo. E’ noto che uno dei problemi dell’uomo moderno è l’acidificazione, da cui deriva l’assunzione di antiacidi, il tentativo di tenere sotto controllo i radicali liberi e l’esigenza di “alcalinizzarci”. Ma il pH dello stomaco oscilla tra 1 e 2,5 e deve rimanere molto acido. Il sangue ha un pH estremamente rigido ( tra 7,35 e 7,45) e tale deve rimanere. I reni e la quantità di CO2 nel sangue hanno il compito di creare l’effetto tampone proprio per mantenere costantemente basico il pH del sangue. Per questo le urine oscillano fisiologicamente tra i due tipi di pH. L’acqua del rubinetto è alcalina (7,5- 8,5), ma arrivando allo stomaco viene subito tamponata dal pH acido presente. E’ estremamente complesso intervenire sul pH e semplicistico pensare di farlo bevendo acqua alcalina. Ma Beyoncé beve acqua alcalina a 21° con cannuccia di Titanio e, visti i risultati, ciò crea tendenza.
Possiamo sintetizzare così: non affidiamoci a un ristretto numero di cibi “miracolosi”, ma adottiamo una dieta varia, possibilmente locale e di stagione.
IV passo (Manifestazioni della Natura e la Cultura dell’Umanità)
- il nostro cielo- Kami (mari, monti, fiumi, laghi)
- paesaggi iconici (luoghi energetici, montagna, mare)
- architettura iconica (città d’arte o esotiche emblematiche)
- personaggi iconici (poeti, pittori, scultori, musicisti, artisti in generale)
Se per cogliere la portata dell’intuizione di Mendeleev, o la struttura di una cellula eucariote, abbiamo bisogno di qualche conoscenza scientifica anche perché non possiamo vedere né gli atomi, né le singole cellule, ci sono altre manifestazioni della Natura che sono alla portata di tutti e non c’è bisogno di conoscenze per apprezzarle. Mi riferisco a spettacoli naturali come quelli rappresentati da mari, montagne, fiumi, laghi o un cielo stellato. Le religioni animistiche, le prime nella storia dell’uomo, li hanno pensati come divinità e lo scintoismo, religione professata dalla maggior parte dei giapponesi, chiama con nome collettivo di Kami queste importanti manifestazioni della Natura. Ne è esempio il monte Fuji, ma anche il Sole o forze della natura come il lampo e il tuono. Soffermiamoci sull’importanza del Mar Mediterraneo nella storia dell’umanità. Mi piace pensare che vedere i componenti del nostro paesaggio come Kami, indurrebbe a maggior rispetto.
E che cosa c’è di più magico di un cielo stellato? Non mi è mai accaduto di trovare indifferenza quando ho dato il via alla lettura del cielo in qualunque parte del mondo mi trovassi e con interlocutori di qualsiasi età.
E che senso ha mettere a rischio con guerre e distruggere siti che sono Patrimonio dell’Umanità? Se riflettessimo su questi aspetti di Storia Globale non potremmo neanche per un attimo pensare di distruggerci gli uni con gli altri o di essere favorevoli a chi pensa di farlo.
Ci sono poi luoghi, costruzioni, personaggi che, oltre a racchiudere in sé innegabili valori estetici, sono emblematici di una storia comune e noi proprio guidati dal senso di appartenenza ci spostiamo sul pianeta per raccogliere tali messaggi. Ecco che gli europei attraversano l’oceano per ammirare il Grand Canyon o le cascate del Niagara e gli americani fanno altrettanto per visitare Roma caput mundi o l’Acropoli di Atene o le piramidi. Per non parlare di cinesi e giapponesi che vengono a ingoiare la storia dell’Occidente in tempi record. Tutto ciò perché si coglie che si tratta di Patrimonio comune con la consapevolezza che la disponibilità non è detto che sia per sempre.
Per non parlare dell’arte col suo linguaggio universale. Sarà bene che qui si eviti di tentare di definire l’arte, ma è innegabile condividere emozioni artistiche senza bisogno di commenti. E subito capiamo di cosa si tratta se pensiamo a Dante, a Shakespeare, a Botticelli, a Michelangelo, a Mozart, a Beethoven, a Verdi e Puccini.
V passo ( a teatro, in Sala Bozzo) Presentazione riassuntiva sul corso "Anima Mundi" con supporto audiovisivo.


